Home
 Calendario Lezioni
 Comitato scientifico
 Promotori e sostenitori
 Scuole partecipanti
 Tesine conclusive
 Rassegna stampa
 News
 Link
 Per informazioni
PROF. DANIELE LA BARBERA ::..
DOMANDA
Secondo lei lo shopping compulsivo on-line presenta anche aspetti positivi?

RISPOSTA
Quello che presenta aspetti positivi è lo shopping on line, perchè questa modalità di acquistare in Rete consente di risparmiare tempo, di reperire più rapidamente articoli o oggetti che a volte non è facile trovare nei negozi, di scegliere su una quantità più ampia di possibilità, di trovare una data merce ad un prezzo più conveniente. Lo shopping compulsivo invece, proprio perchè "compulsivo", nel senso che sfugge al controllo e diventa una modalità obbligatoria di comportamento che il soggetto finisce col subire, deve sempre essere considerato una modalità disfunzionale e, a volte, una vera e propria patologia, la cui pericolosità è aumentata dal fatto che acquistando su Internet si ha una minore percezione delle spese effettuate e del denaro che viene speso, per via della procedura telematica di acquisto e dal fatto che non vi è fisicamente alcuno scambio di denaro; l'acquisto però non è virtuale ma, ovviamente, riguarda cifre reali. Inoltre, chi soffre di questa forma di disagio viene aggravato nella sua patologia proprio dalla facilità e dalla velocità con le quali in Rete è possibile fare degli acquisti, sia nei negozi virtuali, sia nei siti, di cui il più famoso è e-bay, in cui si può accedere a delle aste per aggiudicarsi degli articoli.


DOMANDA
Per lei al giorno d'oggi è indispensabile Internet? Se sì, per svago o per lavoro?

RISPOSTA
Non solo Internet è già uno strumento indispensabile in molti aspetti della vita sociale e lavorativa, ma le previsioni sono che lo diventerà sempre più e influenzerà in modo molto diffuso, come per altro sta cominciando a fare già da alcuni anni, ogni ambito della nostra esistenza, compreso quello relativo allo svago e all'intrattenimento, grazie alla multimedialità sempre più spinta che sta caratterizzando l'evoluzione della Rete. Internet, inoltre, accentuerà sempre più la possibilità di favorire degli scambi sociali e la condivisione e utilizzazione reciproca di contenuti (testi, video, immagini, musiche) determinando un sostanziale cambiamento della struttura della Rete che va sotto il nome di WEB 2.0, nel quale, appunto, l'interazione e la"collettivizzazione" dei contenuti che ognuno inserisce in un determinato sito, potranno essere sempre più riutilizzati da altri utenti. Un esempio di questo cambiamento di Internet è oggi offerto dall’ evoluzione del social network e dalla diffusione di siti e servizi come My space, You tube, Flickr, Face book. Questa evoluzione della Rete va incontro al concetto, proposto già alcuni anni fa da uno dei più grandi studiosi della cultura digitale che è Derrick de Kerckhove, che parla proprio, relativamente a questi fenomeni, di"intelligenza connettiva", ampliando quello di "intelligenza collettiva" già formulato da un altro famoso esperto della civiltà dei media che è il francese Pierre Levy.


DOMANDA:
Secondo lei per quante ore al giorno si può usare il PC prima di poterne subire danni?

RISPOSTA:
Un paio di ore al giorno rappresentano un tempo medio limite, ma va pure tenuto conto di quanto tempo viene anche dedicato ad altri media (cellulare, playstation, televisione) e quanto l’attività complessiva nella giornata sia equilibrata (attività di socializzazione, attività fisica e sport, lettura, studio). Inoltre può essere utile capire per quali motivi viene utilizzato il computer o il collegamento a Internet; se lo stesso tempo viene utilizzato per svolgere più attività diverse questo produce un affaticamento mentale inferiore rispetto ad un utilizzo monotematico ed esclusivo.


DOMANDA:
Come è possibile uscire da questo tipo di dipendenze?

RISPOSTA:
Il primo elemento per superare una qualsiasi forma di dipendenza è la consapevolezza di avere un problema e, successivamente, la motivazione al cambiamento a partire dalla constatazione degli effetti nocivi del comportamento dipendente. Se la persona si trova già in una forma di condotta di dipendenza può essere necessario rivolgersi ad un professionista, psicologo, psicoterapeuta, psichiatra, per avere un aiuto clinico specifico. Non va poi trascurato che le dipendenze spesso si associano ad altri problemi psicologici e quindi possono essere un segnale di difficoltà che la persona sta attraversando nella sua vita.


DOMANDA:
Quali altre trasformazioni può avere la tecnologia nel futuro?

RISPOSTA:
Quello tecnologico è un universo in rapida trasformazione ed evoluzione per cui non è del tutto facile effettuare delle previsioni sui cambiamenti che ci attendono nei prossimi anni. Credo che una strada che già intravediamo va verso la progressiva miniaturizzazione dei dispositivi tecnologici per comunicare (soprattutto telefonini e computer) e sulla loro multifunzionalità (come già oggi avviene con i cellulari: a Londra, dal mese di Maggio, sarà già possibile utilizzarli come carte di credito). Diventeremo con tutta probabilità una civiltà sempre più interconnessa grazie alle tecnologie della comunicazione e quindi aumenterà sempre di più la "mobilità", cioè la trasportabilità degli strumenti per comunicare e la loro "indossabilità", cioè un contatto sempre più stretto ed esteso tra i dispositivi e il nostro corpo. E anche i nostri ambienti domestici saranno sempre più ambienti tecno-mediatici nei quali i vari strumenti tecnologici, compresi gli elettrodomestici, "dialogheranno" tra di loro, in modo da poterli comandare a distanza e programmarli in modo sempre più preciso in rapporto alle nostre esigenze.


DOMANDA:
Nel futuro, crede che la tecnologia nel terzo mondo, arriverà a svilupparsi più o meno come qui da noi?

RISPOSTA:
La diffusione della tecnologia sta procedendo rapidamente anche nei paesi in via di sviluppo, ma sta già seguendo delle strade diverse rispetto a quelle del mondo occidentale. Ad esempio nei paesi del terzo mondo è molto probabile che verrà "saltata" la fase della rete di telefonia fissa e subentrerà direttamente quella della telefonia cellulare, perché le infrastrutture per la rete telefonica tradizionale hanno un costo molto più elevato rispetto alle reti di telefonia mobile. Questo può far capire come l’evoluzione tecnologica in questi paesi potrà essere ancora più accelerata e procedere per vie diverse rispetto a quelle a cui abbiamo assistito negli ultimi anni nei nostri paesi.


DOMANDA:
E’ pericoloso creare rapporti d’amicizia (o altro..) via e-mail, msn o sms?

RISPOSTA:
Dipende dall’atteggiamento che abbiamo nel gestire queste relazioni. Non va infatti dimenticato che le tecnologie della comunicazione ci danno la possibilità di aumentare di molto i nostri contatti e le nostre conoscenze, ma spesso ci espongono a relazioni con sconosciuti. Se questo può anche stimolare la nostra curiosità e il nostro senso di avventura, è però necessario tenere conto che dall’altra parte del cellulare o della chat ci può essere una persona diversa da quella che ci sembra di percepire; quindi è utile non dare troppi dati e riferimenti personali, non fidarsi troppo, non assecondare le proprie fantasie, ma mantenere sempre un atteggiamento di cautela e di prudenza. Purtroppo le cronache di questi anni o le esperienze negative di amici e conoscenti, ci informano sulla pericolosità di una apertura troppo rapida e troppo fiduciosa a individui che non conosciamo e che possono dare di se stessi un’ immagine ben diversa dalla realtà, esponendoci quindi a un elevato margine di rischio, qualora la relazione dovesse approfondirsi e "spostarsi" dal virtuale al reale.


DOMANDA:
Nella lezione n°1 parte 3, viene scritto che la musica produrrà grandi cambiamenti. Vorrei sapere se secondo lei questi cambiamenti possono essere un bene o un male per noi giovani d’oggi ma anche per le generazioni future. Grazie in anticipo per la risposta e cordiali saluti.


RISPOSTA:
Credo che le tecnologie stiano già modificando in modo sostanziale non solo il modo di creare e produrre la musica (cioè anche l’aspetto prettamente artistico) ma anche quello di diffonderla, commercializzarla e distribuirla, cioè anche la sua fruizione. Questo aspetto riguarda anche molte altre forme artistiche ed espressive e potrebbe portare, se sapremo adeguatamente orientare questi cambiamenti, ad una maggiore possibilità di partecipare attivamente ai fenomeni artistici e creativi e di goderne; e questo potrebbe essere un grande vantaggio anche per i giovani.


DOMANDA:
La comunicazione è molto importante; ma le sembra giusto che i bambini (per esempio delle elementari) abbiano già il cellulare?


RISPOSTA:
Oggi assistiamo ad un fenomeno molto diffuso e cioè la costante anticipazione dell?età in cui avvengono i primi contatti con il mondo tecnologico; è un fenomeno mondiale, probabilmente inarrestabile e che è favorito dal fatto che i giovanissimi hanno una naturale abilità ed una innata attrazione per gli strumenti tecnologici. Credo che questo aspetto richiami la responsabilità degli adulti nel fare sì che questo contatto precocissimo sia da loro guidato e "monitorato". Non va neanche trascurato il fatto che l’uso intensivo e pervasivo del cellulare abitua la nostra mente a un particolare tipo di esperienza relazionale, improntato all’istantaneità: i rapporti sono molto più facilitati ed estesi rispetto al passato, ma rischiano di essere anche più superficiali. Alcuni studiosi dicono che dalle tecnologie noi ricaviamo la tendenza ad uno stile relazionale che ci fa prediligere le "connessioni" ai legami veri e propri.
Saluti e grazie della domanda.



DOMANDA:
La diffusione dei mass media oggi ha legami con la globalizzazione?
Grazie.


RISPOSTA:
Sicuramente. Le tecnologie della comunicazione sono il principale strumento che sta trasformando il nostro pianeta in quel "villaggio globale" preconizzato da Marshall Mc Luhan, così come spiegano alcuni aspetti caratteristici della post-modernità. Bisogna però considerare che l’unica attuale e reale globalizzazione oggi esistente è messa al servizio della creazione di mercati globali, e quindi di bisogni e neo-bisogni indotti dai media. Forse ci vorrà ancora tempo per trasformare la globalizzazione delle merci, all?interno di uno scenario economico planetario, in una globalizzazione dal volto umano, fatta di valori, ideali, solidarietà e condivisione di conoscenze, di intenti e di progetti di sviluppo e cooperazione.


DOMANDA:
E’ vero che la diffusione planetaria delle reti telematiche e delle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni, in quasi tutti gli ambiti, è da una parte positivo (migliore facilità nelle comunicazioni...), ma è soprattutto negativo. Lei ha detto, ad esempio, che il computer è diventato uno strumento di calcolo, oltre a servire a molte altre cose. Ma se ci affidiamo solamente al computer, quando questo non è più in grado di funzionare, ad esempio per un guasto improvviso, noi dobbiamo fare i calcoli a mente, e se non si è abituati a questo, perchè ci si affida solamente al computer, si è messi male! Quindi sì, è un buon mezzo per aiutare a facilitarci la vita, ma non dobbiamo dargli troppo peso. Spero in una sua risposta più approfondita sull’argomento, e nell’attesa porgo distinti saluti.

RISPOSTA:
Il problema che lei solleva è davvero importante, perchè stiamo già notando nelle nuove generazioni una certa crescente difficoltà a utilizzare la mente e le funzioni cognitive per operazioni che oggi possiamo più comodamente svolgere con il pc. Noto spesso, nelle tesi di laurea dei miei studenti, anche una certa tendenza a utilizzare uno stile di studio e di composizione dei testi che ricorda molto da vicino la tecnica del computer (taglia e incolla), con una diminuzione della capacità di analisi e di coordinazione e collegamento tra le varie parti del tesato stesso. Quello che lei accenna è un rischio molto reale e riguarda l’atrofizzazione delle nostre capacità mentali, se deleghiamo queste operazioni totalmente alle macchine. Ma come l’uso dell’automobile non impedisce alla persone sane che vogliano mantenersi in forma di compiere una attività fisica regolare, così l’uso di computer e strumenti di calcolo non dovrebbe impedirci di esercitare le nostre capacità cognitive, di lettura, scrittura, calcolo e memorizzazione, anche senza l’ausilio del pc.


DOMANDA:
Leggendo la relazione sulla lezione n°1, mi è sorta una domanda. Io ho 16 anni, quindi sono nel bel mezzo dell?adolescenza, e come tale, ritengo che il mio cellulare sia un compagno d’avventura; verso la fine della sua relazione, lei dice che internet è un mezzo molto utile, ma per non esagerare ed entrare completamente e in modo pericoloso nel mondo della tecnologia, dobbiamo usarlo con moderazione. Lei non crede che magari il motivo per cui la mentalità della gente viene molte volte modificata a causa dell’abuso di internet e delle tecnologie, possa essere causato da ciò che si trova su internet?

RISPOSTA:
La domanda è molto stimolante, ma credo che la sua ipotesi sia vera soltanto in parte. Infatti se la disponibilità di droghe fosse l’unico modo per spiegare le tossicodipendenze, saremmo tutti drogati. Però è anche vero che se non esistesse nessuna droga, non ci sarebbero neanche drogati. Io credo che su internet cerchiamo contenuti che sono in sintonia con il nostro grado di sviluppo psicologico e attitudini affettive ed emotive; tutti sappiamo che in rete si può trovare una certa quantità di materiale pornografico ma, la maggior parte di noi, semplicemente, non è interessata a tali esperienze. Altri soggetti, più fragili o problematici, a causa di questa disponibilità potrebbero sviluppare una forma di dipendenza o una immersione eccessiva e dannosa in tali contenuti. Quindi, come vede, il problema è complesso, ma spero di avere dato un contributo alla questione che ha posto.


DOMANDA:
Secondo noi si sta esagerando riguardo alle conseguenze e ai rischi dell’abuso di Internet, ci pare impossibile arrivare fino a casi di trance.
Cosa ne pensa lei? Matteo, Giovanni, Fabio, Andrea.


RISPOSTA:
Le considerazioni che gli studiosi fanno sulle conseguenze di un uso problematico (cioè eccessivo e smodato e quindi disfunzionale) nascono da osservazioni cliniche, cioè su casi reali di soggetti, spesso adolescenti, che mostrano difficoltà o veri e propri sintomi e disturbi psichiatrici a seguito di fenomeni di "dipendenza" da Internet e da computer. Queste osservazioni sono state effettuate, negli ultimi dieci anni, in moltissimi paesi del mondo e sono state confermate anche da ricerche che noi stessi abbiamo effettuato. In questo momento io stesso ho in trattamento tre adolescenti che presentano chiari sintomi di dipendenza da Internet e da tecnologie. Naturalmente questi fenomeni problematici sono un’esigua minoranza rispetto al numero complessivo di ragazzi e di adulti che usano la Rete ed il pc, ma appaiono lo stesso significativi perchè ci chiariscono il potenziale di rischio di questi strumenti, che se impiegati in maniera massiccia, prolungata ed esclusiva, sacrificano, per il loro impiego, ogni altra attività.


DOMANDA:
Quali sono i motivi per cui si diventa dipendenti e c’è qualcuno più predisposto di altri? Come si può fare per disintossicarsi da internet e per insegnare a tutti un uso appropriato? Cristiano, Leonardo, lenda, Carlotta, Giulia, Damiana

RISPOSTA:
Le motivazioni di ogni forma di dipendenza, compresa quella da droghe, sono sempre complesse perchè riguardano in ogni caso un rapporto tra la personalità del soggetto, l’ambiente e l’oggetto della dipendenza. Un soggetto che abbia un equilibrio psicologico soddisfacente, che riesce a trarre gratificazione da tante esperienze diverse e vive in un contesto affettivamente sano e privo di stimoli nocivi, può considerarsi a basso o bassissimo rischio di dipendenza. Al contrario, soggetti con difficoltà psicologiche, che tendono a ricercare sempre nuovi stimoli ed esperienze senza riuscire mai a gratificarsi o ad appagarsi pienamente, che hanno una bassa percezione del rischio che può essere presente in diverse circostanze o esperienze e che vivono in ambienti conflittuali, affettivamente poveri o frustranti, possono trovare nelle droghe, nelle tecnologie, nel cibo o nel gioco d’azzardo, un mezzo per trovare, artificialmente, quel benessere che non riescono a raggiungere in modo fisiologico ed equilibrato nelle loro condizioni di vita. Per quanto riguarda l?uso appropriato e competente delle tecnologie credo che oggi occorrano delle vere e proprie campagne di educazione e di sensibilizzazione di massa, che coinvolgano tutte le principali agenzie educative (scuola compresa, ovviamente) e che non trascurino il fatto che la competenza tecnologica va di pari passo con quella, ancora più fondamentale, che è la competenza emotiva ed affettiva.


DOMANDA:
Quali sono le conseguenze fisiche, oltre a quelle psicologiche, causate dalla dipendenza da mezzi di comunicazione? Come si fa ad accorgersi di essere dipendenti? Gloria, Michele, Haymanot, Valeria, Enrico

RISPOSTA:
Ogni forma di dipendenza, per essere tale, deve essere in grado di determinare dei cambiamenti significativi e peggiorativi nella vita del soggetto dipendente, sia dal punto di vista affettivo, sia da quello sociale, lavorativo, scolastico e familiare. Quindi anche la dipendenza da tecnologie della comunicazione, la si può sospettare quando le abitudini del soggetto si modificano in modo tale da provocare un danno alla sua vita personale e di relazione: aumento rilevante delle ore trascorse al computer o connesso a Internet,cambiamenti del ritmo sonno-veglia, con riduzione, a volte estrema, delle ore di sonno notturno, peggioramento del rendimento scolastico o interruzione della frequenza scolastica, diminuzione delle attività sociali o vero e proprio isolamento sociale, forte bisogno di collegarsi in rete o di stare al computer, quando il loro uso è, per qualche ragione, impedito (cioè una forma simile a quella della astinenza da droghe). Ma l’inizio di una forma di dipendenza da tecnologie, oltre che dalla quantità di ore trascorse usando quel determinato tipo di tecnologia (cioè in relazione ad un criterio di ordine quantitativo) la si può cominciare a sospettare anche in relazione a criteri di ordine qualitativo, perchè l’esperienza tecno-mediata diviene l’unica fonte di piacere dell’individuo e la sua mente e i suoi pensieri (così come anche i suoi discorsi) sono sempre più esclusivamente indirizzati all’uso di quella specifica tecnologia.


DOMANDA:
Quali sono i pericoli più frequenti che si incontrano "chattando"?
Martina


RISPOSTA:
Interagire con sconosciuti che, fingendo di avere un’identità diversa da quella reale, possono sfruttare il coinvolgimento dell?interlocutore, che si è fidato di loro, per qualche loro vantaggio: incontri a sfondo sessuale, truffe economiche, carpire informazioni private o esercitare una qualche forma di pressione psicologica o di violenza morale. Non bisognerebbe poi mai dimenticare che in chat siamo sempre più esposti che nella vita reale a un coinvolgimento emotivo che è facilitato dalle "fantasie" che siamo istintivamente portati a fare su persone che non conosciamo bene e che, proprio per questo, tendiamo a idealizzare e a immaginare, più secondo le nostre proiezioni e i nostri desideri, che secondo la realtà.


DOMANDA:
Cosa ne pensa della tecnologia, oggi molto sviluppata?
Grazie


RISPOSTA:
Penso che il mondo della tecnologia e il suo straordinario sviluppo sia il fenomeno che più caratterizza la situazione della civiltà odierna e dal quale possiamo trarre spunti di grandissima importanza per lo sviluppo, lo scambio e la condivisione delle conoscenze e per aumentare il grado di benessere individuale e collettivo. Contemporaneamente penso però che questo sviluppo negli ultimi anni sia diventato molto veloce, con il rischio di trovarci sprovvisti di capacità di adattamento a questo stesso progresso. In altri termini il problema può essere posto chiedendosi se non esiste oggi una questione relativa allo sviluppo tecnologico sostenibile: ossia, esiste un livello massimo di progresso tecnologico che la nostra mente e le nostre vite possono tollerare senza andare incontro a fenomeni di disagio o di disadattamento?...


DOMANDA:

Cosa intende quando afferma che il cellulare e le altre tecnologie sono "protesi umane"?

RISPOSTA:
Questo è un concetto particolarmente affascinante: tutte le tecnologie della comunicazione e dell’informazione, in un modo o nell’altro, potenziano alcune facoltà psichiche dell’uomo e, in un certo qual senso, le protesizzano; pensiamo alla televisione: essa funziona come una protesi psicosensoriale, cioè estende le facoltà della nostra vista e del nostro udito in ogni luogo, dove una telecamera riprende una data scena e ce la restituisce nel salotto di casa nostra. Quindi è come se, grazie a questo strumento tecnologico, noi avessimo una protesi che amplifica la potenza dei nostri sensi. Per il computer e Internet le cose sono ancora più complesse, perchè essi, oltre all’amplificazione dei nostri sensi, potenziano anche alcune funzioni cognitive o conoscitive, (il computer non a caso era noto anche come "cervello" elettronico; è suggestivo pensare a quante operazioni prettamente "psichiche" un pc è in grado di compiere: memorizzare, elaborare, archiviare, catalogare, etc.).
È per questa ragione che molti studiosi definiscono le tecnologie della comunicazione "psicotecnologie", termine che, analogamente a quello di biotecnologie, sta ad indicare dei dispositivi tecnologici che interagiscono direttamente con la nostra mente e i nostri sensi e ne potenziano ed amplificano le funzioni; aspetto ben diverso dalle funzioni di altre tecnologie, come il frigorifero o l’automobile! Ritengo che questo sia un concetto che spiega meglio tutto ciò che avete chiesto nelle altre domande (anzi, complimenti perchè sono tutte interessanti e azzeccate!). Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione ci affascinano così fortemente proprio perchè hanno una fortissima affinità con la nostra mente e ne mimano, o simulano, alcune funzioni in modo esteso e amplificato.
 
CERCA NEL SITO  
 Cerca nel sito

AREA RISERVATA  
 Visualizza lezione  
 Archivio  
 Finestra degli Esperti  
 prof. Daniele La Barbera  
 prof.ssa Mariselda Tessarolo  
 Luca Castelli  
  prof. Giuseppe Lavenia  
 Commissario Giuseppe Giliberti  
 dott.ssa Ursula Napoli  
 prof.ssa Matilde Ferraro  
 dott.ssa Flavia Coffari