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PROF. GIUSEPPE LAVENIA ::..
DOMANDA
Secondo lei lo shopping compulsivo on-line presenta anche aspetti positivi?

RISPOSTA
Lo shopping on line (fare acquisti on line) presenta sicuramente numerosi vantaggi, fra tutti la possibilità di una vasta scelta  di prodotti e prezzi in tempi rapidissimi.
Lo shopping compulsivo on line, proprio perchè compulsivo (comportamenti o azioni mentali stereotipati ed incessantemente ripetuti per cercare di mitigare l'ansia) non presenta alcun aspetto positivo.


DOMANDA
Lei ha detto che non crede che un adolescente si rivolga a Internet perché non è ascoltato.. giusto? Ma allora, secondo Lei, se un quattordicenne cerca delle risposte on-line non c'è forse qualcosa che non va? Forse quelle risposte non le ha trovate in questa realtà... Secondo me lo fa proprio perché non è stato ascoltato, perché non ha rapporti con la famiglia o con qualcuno che gli spieghi quello che vuole sapere, e questo è sintomo di una società che non ascolta più di tanto e che non dà molta importanza a questo problema grave. Lei non crede?

RISPOSTA
Se un adolescente cerca risposte "importanti" on line è perchè come ha detto lei nel contesto reale in cui vive non riesce a trovarne. Il problema in questo caso non è da ricercare su internet ma sicuramente nella difficile relazione con la famiglia d'origine, sono i genitori a dover fornire queste risposte. Internet è un palliativo e in poco tempo ci renderemo conto che questo mezzo non sarà sufficiente a colmare le nostre carenze.


DOMANDA:
Secondo lei per quante ore al giorno si può usare il PC prima di poterne subire danni?
Lucia


RISPOSTA:
Cara Lucia, non esiste un tempo stabilito. In linea di massima 2 ore al giorno sono più che sufficienti per "svagarsi" in rete.
È molto importante più che la quantità di tempo spesa in rete considerare la qualità del tempo (ovvero cosa noi facciamo in queste ore).


DOMANDA:
Come è possibile uscire da questo tipo di dipendenze?
Ilaria


RISPOSTA:
Attraverso un percorso psicoterapeutico ad orientamento sistemico relazionale (un particolare tipo di approccio psicologico). Conviene rivolgersi sempre e comunque ad uno specialista.


DOMANDA:
Quali altre trasformazioni può avere la tecnologia nel futuro?
Nico


RISPOSTA:
La tecnologia si sta evolvendo sempre più verso una maggiore interattività, credo che sia questa la strada futura.


DOMANDA:

Nel futuro, crede che la tecnologia nel terzo mondo, arriverà a svilupparsi più o meno come qui da noi?
Denis


RISPOSTA:

Spero di sì, credo di no.


DOMANDA:

E’ pericoloso creare rapporti d’amicizia (o altro..) via e-mail, msn o sms?
Martina


RISPOSTA:

Non è pericoloso creare rapporti tramite le nuove tecnologie della comunicazione; bisogna prestare attenzione a non renderle esclusive (ovvero utilizzare solo ed esclusivamente quel mezzo per entrare in contatto con persone). Bisogna inoltre prestare molta attenzione agli appuntamenti al buio.

DOMANDA:
Buongiorno, come si fa a sapere se una persona presenta sintomi di dipendenza dalle reti informatiche e in generale dai blogs e dai crocevia della comunicazione che avviene attraverso internet?

RISPOSTA:
Questi sono i principali sintomi patognomici che caratterizzano l’Internet Addiction Disorder:
1. bisogno di trascorrere un tempo sempre maggiore in rete per ottenere soddisfazione;
2. marcata riduzione di interesse per altre attività che non siano Internet;
3. sviluppo, dopo la sospensione o diminuzione dell’uso della rete, di agitazione psicomotoria, ansia, depressione, pensieri ossessivi su cosa accade on-line, classici sintomi astinenziali;
4. necessità di accedere alla rete sempre più frequentemente o per periodi più prolungati rispetto all’intenzione iniziale;
5. impossibilità di interrompere o tenere sotto controllo l’uso di Internet;
6. dispendio di grande quantità di tempo in attività correlate alla rete;
7. continuare a utilizzare Internet nonostante la consapevolezza di problemi fisici, sociali, lavorativi o psicologici recati dalla rete.


Il fenomeno della distorsione del tempo è di fondamentale importanza per poter meglio comprendere il problema: "qualunque sia la ragione di partenza per avventurarsi nella navigazione on-line, presto si impara che trovare ciò che serve e poi uscire è ben di rado semplice e veloce come aprire il frigo e prendersi qualcosa da mangiare al volo". Il tempo sembra fermarsi in rete, la parola fine non c’è mai; a nostro avviso le cause vanno ricercate nella strutture di internet ed in particolar modo nel suo ipertesto: infiniti collegamenti ci spingono a navigare per ore e ore in maniera afinalistica e sconsiderata.
Molte volte i soggetti che utilizzano le rete, oltre a non rendersi conto delle diverse ore già trascorse dinanzi allo schermo, tendono ad alterarsi facilmente con chi disturba il loro "viaggio"; esperienza questa che può essere paragonata alla risposta che un alcolista da ad un amico trovandosi ad una festa "soltanto un biccherino", o a quella del fumatore che dice a se stesso "solo un’ultima sigaretta e andrò a dormire; lo stesso procedimento viene messo in atto dagli internet dipendenti che risponderanno irritati a chi gli chiede di disconnettersi "ancora un minuto e spengo", oppure diranno a se stessi razionalizzando "un altro minuto non farà molta differenza" ma poi rimarranno connessi ancor per ore e ore. Altra caratteristica importante tra gli internet dipendenti è la negazione del problema come spesso accade con qualunque altro tipo di dipendenza; differenza questa a nostro avviso ancor più difficile da riconoscere. E’ molto difficile infatti chiedere aiuto per qualcosa che la maggior parte delle persone apprezza per la sua potenza e il suo potere innovativo; e quando questi soggetti vengono messi di fronte alla chiara evidenza di un comportamento tossicomanico si trincerano dietro l’opinione comune secondo la quale internet è grandioso, "non può far male". Non bisogna scordare che la rete può essere vista e vissuta come un’enorme vetrina sempre in allestimento in cui ogni individuo riscontra una propria soggettività nel modo di viverla; analogamente alla vita "reale" si possono imboccare strade "corrette" e strade "pericolose"; ogni giorno molti utenti rischiano di allontanarsi dai rapporti interpersonali "faccia a faccia", indispensabili per una vita sana e socialmente equilibrata, preferendo relazioni virtuali; queste inevitabilmente portano ad una spersonalizzazione e ad una proiezione del proprio SE in un luogo non fisico che, data la facilità, la velocità e l’ampiezza geografica dei rapporti il soggetto preferisce. 


DOMANDA:
Cosa ne pensa delle chat anonime?

RISPOSTA:
Penso che non esistano chat non anonime: anche dove è obbligatorio registrarsi si possono fornire dati anagrafici falsi, ci si accede tranquillamente e senza alcun controllo....penso che il rischio maggiore sia quello degli incontri al buio della vita reale...si può trovare di tutto!


DOMANDA:
Salve. È giusto che si parli di questo problema molto diffuso ma lei non pensa che se i giovani cercano sfogo su Internet sia anche colpa della società che non li fa parlare liberamente e che non sa ascoltare i loro problemi? secondo me si dovrebbe dare più spazio agli adolescenti invece di parlare dei loro problemi dall’esterno e dare sempre la colpa a loro per questa società problematica.

RISPOSTA:
Non credo che i ragazzi vadano su internet perchè la società non li sa ascoltare, come non credo che siano i ragazzi i responsabili di una società problematica.


DOMANDA:
Buongiorno. Qual è secondo lei il motivo per cui alcuni, sopratutto adolescenti, cercano delle risposte sulla vita sessuale e sentimentale in internet? In internet si può trovare di tutto, ma è in grado di rispondere a delle domande sulla vita normale? Sì / No, perché? Arrivederci

RISPOSTA:
L’adolescente è curioso, è in continuo movimento... questo suo muoversi lo porta a cercare risposte (anche sulla vita sessuale e sentimentale) in ogni luogo o "non luogo"(internet).
Si, internet può dare anche risposte sulla vita reale, è importante non ricercarle esclusivamente on line.


DOMANDA:
Man mano che si va avanti le cose cambiano e peggiorano sempre di più. Secondo lei perchè oggi come oggi le cose sono cambiate rispetto a quelle di una volta? Io credo che una volta tutto questo non esistesse.


RISPOSTA:
Questa è una sua visione della vita, la accetto ma non la condivido.

 
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