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DOTTORESSA URSULA NAPOLI ::..
DOMANDA
Secondo lei, l'uso di Internet e delle altre tecnologie può essere un punto di incontro tra genitori e figli? E in che modo?

RISPOSTA
Penso di sì. Di solito i ragazzi sono più competenti dei loro genitori per quel che riguarda le nuove tecnologie e quindi ci può essere uno scambio importante tra genitori e figli dove i figli introducono i propri genitori nel loro mondo multimediale. In questo modo gli adulti apprenderanno i nuovi modi di utilizzare internet e il mondo informatico; allo stesso tempo i genitori trasmetteranno i loro saperi su come destreggiarsi nella realtà virtuale. Bisogna tenere conto del fatto che i genitori hanno delle competenze affettive ed esperenziali che i ragazzi spesso non hanno ancora acquisito e che sono molto importanti per affrontare il mondo di internet e la vita in generale. Quindi se le diverse esperienze vengono condivise tra genitori e figli, internet e le altre tecnologie possono essere un terreno di incontro e di comunicazione dove ognuno apprende delle cose nuove. Ciò può avvenire anche semplicemente chiedendo alla mamma o al papà di vedere come io utilizzo internet, spiegando che cosa faccio. Infatti anche gli adulti possono appassionarsi alle cose nuove.


DOMANDA
Quanto le attenzioni che i bambini ricevono nei primissimi anni di vita influiranno nel loro sviluppo psico-fisico, caratteriale e nella loro capacità di relazionarsi o meno con gli altri? Quali conseguenze può avere invece la mancanza di tali attenzioni?

RISPOSTA
L’ambiente (e quindi le attenzioni) in cui ognuno di noi cresce ha un importanza fondamentale per il nostro sviluppo. Ognuno di noi viene al mondo con un certo patrimonio genetico e in un certo ambiente e ciò determina come saremo in futuro. La diatriba se è più importante il patrimonio genetico o l’ambiente in cui cresciamo è antica, in ogni caso sono tutti e due importanti. Nei primi anni di vita si sviluppa l’attaccamento ai genitori ( o chi per essi) e ci si forma un modello di interazione che poi ci porteremo dietro in futuro, quindi il modo in cui i nostri genitori si comportano con noi è molto importante per il nostro sviluppo. Però la relazione non è unidirezionale, ma dipende anche dalle risposte che noi diamo, fin da neonati, ai nostri genitori. Lo sviluppo psico- fisico, caratteriale e le modalità relazionali dipendono dall’interazione tra il bambino e la sua mamma (o papà, ecc.). Facciamo un esempio: se la mamma è molto attenta al suo bambino e lo stimola in molteplici modalità, il bambino potrebbe reagire in tanti modi: potrebbe ricambiare le attenzioni e interagire molto con la mamma, ma potrebbe anche non essere interessato ( per qualche motivo) e quindi non dare delle risposte positive. La mamma sarà più gratificata e contenta di stimolare un bambino che risponde positivamente e quindi continuerà a farlo, viceversa potrebbe essere delusa da un bambino che non risponde come vorrebbe e quindi porre meno attenzione. Quindi l’esperienza e lo sviluppo si creano nella relazione tra madre e figlio. L’esempio è molto semplificato, ma le cose stanno più o meno così. Se il bambino non riceve attenzioni (ad esempio se i genitori non se ne curano) non ha la possibilità di svilupparsi in maniera adeguata e le conseguenze possono essere molteplici. Il bambino può crescere in un ambiente deprivante e da grande potrà sviluppare delle patologie psichiche oppure delle sofferenze psicologiche, come la depressione, l’ansia, ecc. Ad esempio si sa che i bambini che subiscono delle perdite importanti durante l’infanzia (ad esempio la morte di un genitore) hanno più probabilità da grandi, rispetto a chi non vive questi drammi, di sviluppare una depressione. Comunque non sempre succede così, perché uno può avere più figure di riferimento (nonni, zii, ecc.) e quindi in qualche modo colmare i vuoti. E poi è vero che i primi anni di vita sono molto importanti per lo sviluppo, ma non sempre tutto dipende solo da quegli anni.

DOMANDA
Perchè i bambini che non hanno ricevuto abbastanza affetto, crescono il più delle volte, manifestando gravi disturbi comportamentali?

RISPOSTA
L’affetto e le cure parentali sono fondamentali per la crescita di ognuno di noi. L’affetto e le cure per i bambini (ma anche per gli adulti) sono un po’ come l’ossigeno, non si può vivere senza. Alcune osservazioni e studi fatti su neonati abbandonati in orfanotrofi in paesi dove questi non ricevevano cure sufficienti, hanno dimostrato come queste carenze mettano i neonati in situazioni durissime che possono portare, nei casi di deprivazione estrema, anche alla morte. Il neonato, come il bambino non necessita solo di mangiare, ma anche di un ambiente che lo nutra da un punto di vista affettivo. Se questo nutrimento non è sufficiente l’essere umano si difende come può, fino ad arrivare alla patologia. I disturbi comportamentali sono l’espressione di una sofferenza che non si è potuta contrastare. Non sempre questi disturbi sono dovuti a gravi privazioni, anche se molto spesso chi manifesta questi disturbi ha avuto carenze affettive. Però bisogna tenere conto anche delle fragilità individuali che possono portare alcune persone a manifestare dei disagi e delle sofferenze attraverso il comportamento.
 
DOMANDA
Buongiorno, secondo lei un adolescente fa bene a rimanere al computer per molte ore al giorno? Si possono manifestare dei danni nel tempo?

RISPOSTA
In realtà c’è da capire cosa vuol dire molte ore al giorno. Direi che se un adolescente rimane ogni giorno tutto il pomeriggio davanti al computer forse non fa bene. Infatti a parte gli aspetti di natura fisica ( ad esempio se uno sta sempre al computer non fa attività fisica, può avere problemi di vista, ecc.), per quel che riguarda gli aspetti psicologici bisogna capire le modalità che l’adolescente utilizza nel stare davanti al computer. Ci sta da solo chiuso nella sua cameretta? Che cosa fa tanto tempo al computer? Il computer è una via d’uscita per non stare con gli altri, per non fare altre attività e per non comunicare con i familiari oppure utilizza il computer per giocare in compagnia?
Direi che il computer non fa male quando viene usato per il piacere di fare ricerche, di giocare, di navigare, ecc., ma questa non deve essere l’unica attività , o l’attività principale dell’adolescente. In pratica il computer non deve sostituire le altre attività dell’adolescente, ma deve essere utilizzato come uno strumento che serve a fare determinate cose e non per riempire tutto il tempo, questo perché bisogna distinguere tra realtà virtuale e vita di tutti i giorni, per non correre il rischio di confondersi e vivere in un mondo virtuale. Il pericolo, quindi, di stare sempre davanti al computer è quello di trascurare tante altre cose importanti, in primo luogo le amicizie e le relazioni reali con gli altri. C’è il rischio poi che più si sta davanti al computer più si desidera stare davanti al computer sviluppando una dipendenza, come succede con l’alcool, ad esempio. La dipendenza da computer (o da internet) può essere un danno che si manifesta nel tempo, quindi è meglio cercare di prevenirla. Per evitare questo è utile cercare di capire che significato ha il computer per me e che utilizzo ne faccio.  E se si capisce che l’utilizzo è esagerato è bene cercare di limitarsi un po’ integrando l’uso del computer anche con altre attività.


DOMANDA:
Lei afferma che la famiglia è il principale luogo di crescita. Ma provi a pensare ai bambini che vengono messi alla luce e vengono abbandonati. Poi vengono adottati, si rifanno una famiglia e ad una certa età vengono a sapere di essere stati adottati. A lei sembra giusto che tutti questi bambini debbano soffrire a causa di genitori irresponsabili che li abbandonano?

RISPOSTA:
Io non penso che sia giusto essere abbandonati, ma purtroppo spesso nella vita succedono cose ingiuste. L’adozione di un bambino permette a quel bambino di avere una nuova famiglia. La famiglia non è detto che debba essere per forza una famiglia biologica, può essere anche una famiglia adottiva, l’importante è che ci siano dei genitori che si prendono cura dei figli. Quindi la cosa importante sono i legami affettivi, più che quelli di sangue. Questo non cancella la sofferenza per essere stati abbandonati, poiché l’abbandono è sempre una grossa ferita con cui bisogna imparare a convivere, però permette di avere persone che ti vogliono bene e ti fanno crescere. In pratica il passato non può venire cancellato e di solito i genitori adottivi spiegano al proprio figlio che è stato adottato, ma la famiglia adottiva è un luogo di crescita come tutti gli altri tipi di famiglie.


DOMANDA:
Buongiorno. Secondo lei come può sentirsi un adolescente se i suoi genitori non stanno bene insieme? Grazie per la risposta.

RISPOSTA:
E’ difficile dare una risposta, poiché ogni persona è diversa e quindi ognuno può avere reazioni diverse rispetto al fatto che i genitori non stanno bene insieme. Immagino che un adolescente possa essere dispiaciuto oppure anche arrabbiato con i genitori. Penso che si provino molti sentimenti diversi, magari la rabbia e la tristezza e forse non è facile capire bene cosa si prova. Poi mi domando cosa vuol dire che non stanno bene insieme.  Vuol dire che litigano tanto, oppure che non si vogliono più bene, oppure... non lo so... Si può essere anche preoccupati per questo e magari sentirsi in colpa. In ogni caso quello che succede tra mamma e papà è qualcosa che riguarda principalmente loro e quindi sta a loro trovare una soluzione.


DOMANDA:
Buongiorno. Le volevo chiedere se è giusto che i figli subiscano i problemi dei genitori, spesso "andandoci in mezzo".
Grazie per la risposta.


RISPOSTA:
Non so se è giusto, probabilmente no, ma come ho già detto in un altra risposta, spesso succedono cose ingiuste con cui bisogna convivere. Non so bene quali possano essere i problemi che si subiscono, ma la cosa che si può fare è cercare di capire che cosa succede dentro di noi rispetto a questi problemi. Come ci sentiamo? Siamo arrabbiati con la mamma e il papà, oppure siamo dispiaciuti, o altri sentimenti ancora? Cos’è che più ci disturba della situazione? Possiamo fare qualcosa o sono problemi che riguardano loro e basta? In che senso poi ci si va di mezzo? Quindi più che sapere se è giusto o meno io mi chiederei che cosa provo. Se capisco i miei sentimenti, capisco anche come "non andarci di mezzo".

 
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