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INTERVISTA A ADRIANO BUOSO - PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE BANCA DEL MONTE DI ROVIGO

La valorizzazione dei musei provinciali rientra in uno dei principali filoni dell’attività sociale della Fondazione Banca del Monte di Rovigo. Parliamo di questo impegno con il suo Presidente Adriano Buoso.
Fin dall’inizio la Fondazione Banca del Monte ha deciso di sostenere attivamente i progetti didattici della Provincia di Rovigo - Sistema Museale Provinciale. Per quale motivo?
Il Polesine è una terra più ricca di quanto si possa immaginare, non solo dal punto di vista naturalistico, ma anche, e specialmente, dal punto di vista dei giacimenti artistici e culturali frutto di 3000 anni di storia di civiltà diverse. La funzione che la Fondazione cerca di svolgere, come ente privato, è di utilità sociale e di lavorare in partenariato con gli altri soggetti pubblici e privati, disponibili, nel territorio. Perseguiamo pertanto attività culturali, di animazione del territorio, museali e didattiche in una maturata visione identitaria del territorio, tese alla valorizzazione del locale, sostenendo le eccellenze che il territorio offre, perché siamo convinti delle nostre potenzialità, tanto più se in comunione di visione culturale e sociale, di promozione turistica e di marketing territoriale, come in un ideale, unico, distretto culturale polesano. Il Sistema Museale Provinciale è un ottimo mezzo e metodo per fare rete e promuovere i peculiari valori del territorio e i progetto didattici rappresentano un efficace strumento per accrescere la consapevolezza dei suoi più giovani cittadini.



Fin dall’inizio la Fondazione Banca del Monte ha deciso di sostenere attivamente i progetti didattici della Provincia di Rovigo - Sistema Museale Provinciale. Per quale motivo?
Il Polesine è una terra più ricca di quanto si possa immaginare, non solo dal punto di vista naturalistico, ma anche, e specialmente, dal punto di vista dei giacimenti artistici e culturali frutto di 3000 anni di storia di civiltà diverse. La funzione che la Fondazione cerca di svolgere, come ente privato, è di utilità sociale e di lavorare in partenariato con gli altri soggetti pubblici e privati, disponibili, nel territorio. Perseguiamo pertanto attività culturali, di animazione del territorio, museali e didattiche in una maturata visione identitaria del territorio, tese alla valorizzazione del locale, sostenendo le eccellenze che il territorio offre, perché siamo convinti delle nostre potenzialità, tanto più se in comunione di visione culturale e sociale, di promozione turistica e di marketing territoriale, come in un ideale, unico, distretto culturale polesano. Il Sistema Museale Provinciale è un ottimo mezzo e metodo per fare rete e promuovere i peculiari valori del territorio e i progetto didattici rappresentano un efficace strumento per accrescere la consapevolezza dei suoi più giovani cittadini.

“Una cartolina per il Sistema Museale Provinciale”, così come le due edizioni precedenti, ha visto il coinvolgimento forte delle scuole in un percorso basato sulla conoscenza del patrimonio museale, ma anche sulla elaborazione creativa da parte dei ragazzi. Pensa che questo tipo di approccio possa portare  a risultati  positivi sul fronte della crescita culturale del nostro territorio?
La conoscenza e la valorizzazione del patrimonio culturale locale, compreso quello museale, costituiscono un’opportunità di coesione e crescita culturale, leva dello sviluppo sociale ed economico del territorio.
Lo sviluppo di processi di partnership con la Provincia di Rovigo per realizzare progetti pluriennali sono in linea con la missione e l’operatività della Fondazione, e contribuiscono, nel loro insieme, ad arricchire l’offerta culturale, promossa nel territorio. La valorizzazione dei musei provinciali rientra in uno dei principali filoni dell’attività sociale della Fondazione Banca del Monte di Rovigo, quale appunto la crescita culturale e lo sviluppo del territorio mediante l’emersione, la promozione, la conservazione e la valorizzazione e l’educazione al patrimonio culturale, storico, artistico.
Il coinvolgimento delle scuole, mentre educa i ragazzi alla creatività e alla fantasia, promuove l’osservazione e lo studio delle realtà patrimoniali più prossime favorendo una “appropriazione” del territorio. Azione che contribuisce, pertanto, all’innovazione culturale e sociale e stimola prospettive di accrescimento di valore nel medio lungo periodo, producendo coscienza identitaria culturale. La promozione ed il sostegno agli interventi didattici per la conoscenza e la fruizione del patrimonio museale rappresentano atti sia a favore del “territorio per il territorio” sia del “territorio per chi è fuori dal nostro territorio”.

Quali sono i progetti più significativi di cui la Fondazione si sta attualmente occupando nel campo della cultura?
La crescita e la valorizzazione culturale rappresenta, come detto, uno dei settori storicamente rilevanti in cui opera la Fondazione Banca del Monte di Rovigo. Essa si propone nel ruolo di stimolo e supporto costante allo scavo, alla promozione e alla valorizzazione dei beni culturali e delle primazìe presenti nel nostro territorio.
In continuità con le precedenti azioni, persegue la valorizzazione dell’opera artistica dello scultore Virgilio Milani con il restauro della fontana in Piazzale della Riconoscenza a Rovigo e la ricerca di un nuova sede ove valorizzare le sue opere.
Proponendo il lavoro in patnership, in una comunione di visione culturale e sociale, sono in atto progetti con il Conservatorio Statale di Musica “F. Venezze” con iniziative di carattere artistico- musicale come “Musica e Pittura” e “Musica e Poesia”, “Jazz e Poesia”, e una nuova, propria, iniziativa, libro e DVD, dal titolo: “I luoghi della musica a Rovigo”. Iniziate con Virgilio Milani e con l’attività della Pescheria Nuova, continuerà, partner l’Accademia dei Concordi di Rovigo, la realizzazione di mostre di valorizzazione degli artisti del ’900 Polesano, con l’allestimento di mostre di pittura nei locali prestigiosi di Palazzo Roverella, come già per le mostre di Edoardo Chendi, Gino Pinelli, Tono Zancanaro, quest’ultima ancora in corso. Particolare attenzione sarà ancora prestata alla esigenza di valorizzare la figura e l’opera di E. Ferdinando Palmieri, Xanto Avelli da Rovigo e Giuseppe Marchiori.




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